Descrizione & motivazioni

Sono Elisa Sisi, una persona qualunque, una mamma che ha visto la propria figlia soffrire tanto, una mamma che forse sta cercando una rivincita.

 Mia figlia si chiamava Martina, dico si chiamava perché se n'è andata in cielo per colpa della leucemia linfoblastica acuta di tipo T. 

Non sto qui a scrivere della paura e del dolore, della sofferenza di Martina, dico solo che abbiamo passato due anni duri, troppo duri, i miei occhi hanno visto cose che solo un figlio dovrebbe vedere per un genitore e forse nemmeno. La mia Martina si è dovuta arrendere il 14 giugno del 2019.

Curare la Leucemia Linfoblastica acuta a cellule T

La Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) a cellule T è un tumore del sangue che prende origine da un mancato differenziamento dei linfociti T, cellule del sistema immunitario coinvolte nella difesa del nostro organismo da agenti patogeni o cellule tumorali. La LLA, caratterizzata da un accumulo di queste cellule nel sangue, midollo osseo, sistema nervoso centrale ed altri organi, causa alterazioni che possono compromettere il normale funzionamento di questi organi, fino a causare la morte del paziente. La chemioterapia rappresenta la principale strategia terapeutica, ma ad oggi alcune LLA di tipo T risultano resistenti ai trattamenti farmacologici disponibili, soprattutto quando la malattia si ripresenta,  indicando quindi la necessità di ricercare nuove strategie terapeutiche. Nel Laboratorio di Ricerca dell’Oncoematologia Pediatrica saranno eseguiti studi che partendo da una ricerca di base e traslazionale, esploreranno nuovi trattamenti farmacologici per curare la LLA di tipo T che causano recidive non curabili. In particolare, gli studi si focalizzeranno sul coinvolgimento di alcune molecole di RNA, definite miRNA, le quali sono correlate con una sopravvivenza minore. 

 

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