Descrizione & motivazioni

È iniziato tutto al Liceo, il gruppo di amiche d’infanzia ed io, esauriti i regali standard da scambiarci, alla portata delle tasche di studentesse squattrinare come calze, tazze, lucida labbra o cioccolate, estremamente indecise su cosa scambiarsi, abbiamo iniziato una nostra tradizione: invece di spendere pochi euro per cose probabilmente già ricevute a turno negli anni, mettevamo da parte l’equivalente economico che avremmo speso per i regali di ognuna e individuavamo qualche causa meritevole a cui fare un piccola donazione.
Ogni anno un’associazione riceveva una piccola somma che ci toglieva dall’imbarazzo della scelta e dalle probabili disparità tra di noi e che comunque ci rendeva orgogliose e soddisfatte: Medici senza frontiere, l’Ospedale Pediatrico di Bergamo, l’associazione Lilt di Montecatini dedicata alla prevenzione e l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze potrebbero confermare. Con il tempo la cerchia si è allargata agli amici del bar.. agli amici degli amici che con il loro piccolo contributo, qualche resto del caffè di qua e qualche donazione super generosa di la, ha raggiunto soglie all’epoca inimmaginabili...
Mai come quest'anno vorremmo devolvere la raccolta all’Ospedale Pediatrico Meyer, che è stata la prima famiglia di tanti bambini compreso il mio nipotino..
Tutti abbiamo affrontato cambiamenti, che ci sono sembrati talvolta anche più grandi per la cornice che ci ha accompagnato in questo dannato 2020. Il mio cambiamento più grande è proprio Niccolò. Questo fagiolino è nato prematuro ed ha passato i primi 38 giorni di vita proprio a Firenze, dove ha trovato una professionalità, passione, pazienza, determinazione, sicurezza, umanità che in pochi altri luoghi germogliano così facilmente.. Lascio le parole di una lettera di mia sorella Francesca, solo per dare voce a una delle tante mamme che si trovano a combattere contro un destino più o meno infame.

“Caro amore mio, ti guardo mentre dormi nel letto vicino a me ed inevitabilmente ripenso a quanto io sia estremamente fortunata ad averti accanto ed è per questo che voglio raccontarti l’incredibile storia di come hai stravolto le nostre vite con la tua nascita.
In un giorno qualunque hai avuto furia di venire al mondo, un minuto prima eri dentro la mia pancia che scalciavi come a tuo solito e un minuto dopo ci siamo trovati catapultati in una stanza gelida di ospedale.
Mi ricordo quei momenti confusionali, di puro caos, come se fosse ora, la corsa in ambulanza, la paura di non riuscire a reggere ma mai nemmeno un secondo ho pensato che tu potessi non farcela. Nella sala parto, mentre mi preparavano d’urgenza senza neanche darmi l’opportunità di salutare i nonni che preoccupati erano lì fuori che ci aspettavano, ho incrociato gli occhi di tuo padre e ho visto l’enorme paura che contenevano e sono proprio quegli occhi figlio mio che mi hanno dato la forza di lottare.
Non ho fatto in tempo nemmeno a sdraiarmi che la tua prima Super Dottoressa (Sara) ti ha fatto nascere ed il mio udito è stato assordato dal tuo più bel pianto. Amore mio, non puoi capire la felicità nel sentire la tua voce.
Ci hanno avvicinato per un solo istante, la tua fronte contro la mia, quei momenti sono indelebili nella mia memoria così bene che potrei descrivere ancora oggi l’odore che ho sentito . Poi però ti hanno strappato via da me, dalla mia pancia in così pochi minuti che dopo l’intervento ho sentito un vuoto incolmabile, così forte da lacerarmi lo stomaco. Mi sono immaginata il giorno del parto per così tanti mesi, mi immaginavo il parto perfetto, senza complicazioni, io e te nella stessa stanza a condividere lo stesso letto insieme al babbo, tornare a casa dopo pochi giorni tutti insieme nel nostro nido che con tanta pazienza e amore avevamo preparato. E invece no, purtroppo è andato in modo diverso, non ti ho mai avuto nella mia stanza, non hai mai ricevuto le visite delle tue zie perché nessuno poteva entrare a vederti. Mi ricordo ancora il nostro secondo incontro, io su una carrozzina e tu in quella astronave di plastica che sembrava così enorme per contenere uno scricciolo così piccolo. Eri perfetto amore mio, eri di una bellezza strabiliante. Da lì è iniziato il viaggio più difficile per tutti noi ma soprattutto per te, il trasferimento al Meyer con la Cicogna e quella barella così enorme, piena di macchinari per un corpicino così esile e indifeso. Non ti avevo ancora mai preso in braccio, non ti avevo ancora mai cambiato il pannolino, nè attaccato al mio seno, non ti avevo ancora mai visto il viso senza quella maschera per l’ossigeno. Mi ricordo ancora la prima volta che siamo arrivati in TIN, quel rumore assordante di allarmi che suonavano in continuazione, tutti quei lettini pieni di piccole creature con accanto i loro genitori che ti bastava solo uno sguardo per capire cosa stessero provando.

Mi ricordo la prima sera che tuo babbo mi costrinse a tornare a casa per dormire qualche ora, quell’incredibile senso di vuoto che ho provato lasciandoti lì solo, senza la tua mamma. Ecco forse quello non me lo perdonerò mai. Ti ho preso in braccio esattamente 5 giorni dopo dalla tua nascita, la felicità era talmente tanta che per un attimo mi dimenticai di dove eravamo, delle canule e degli aghi che avevi addosso, per quei minuti sentii la pace dentro come se tutti i pezzi fossero al posto giusto. Mi hai fatto scoprire una forza che non pensavo di avere, mi hai fatto mettere alla prova, tanto da occuparmi completamente di te, perché tu sei stato tanto cose, sei stato il mio primo cambio di pannolino, il mio primo Gavage, il mio primo sondino, il primo bagnetto con il telino e il primo rotolino contenitivo. Ogni giorno varcavo la soglia di quella porta con il terrore di trovare le cose cambiate, ogni mattina avevo l’adrenalina a mille fino a che non incrociavo il tuo sguardo e capivo che eri ancora lì, che nessuno ti aveva portato via da me di nuovo. Ogni giorno era una conquista e una gioia...vederti mangiare anche qualche goccia di latte, vedere quei numeri sulla bilancia come se fossero i numeri vincenti del Superenalotto.
Hai combattuto fortemente accanto ai tuoi più grandi angeli custodi che si sono presi cura di te giorno e notte, tutti i dottori, le infermiere e le Oss meravigliose che ogni giorno entrano in quelle stanze e danno la forza ai genitori di affrontare l’ennesima giornata e soprattutto salvano la vita ai nostri figli. Un ringraziamento super speciale va alla Dott.ssa Agostini, al Dott. Fiorini, alle magnifiche infermiere che  si sono prese cura di Niccolò tenendolo in collo quando io la notte non c’ero(Chiara, Ilaria, Michela, Alessandra, Laura, Luisa e molte altre. Un ringraziamento va anche alle splendide OSS ,Francesca e Rosi che con le loro chiacchierate e il loro sostegno mi hanno fatto passare le giornate più velocemente) tutti voi con la vostra passione e dedizione riuscite ogni giorno a salvare piccole vite umane che già appena nate devono affrontare le loro battaglie più grandi.
La realtà della TIN è molto difficile da vivere ma allo stesso tempo ci ha permesso di conoscere molte storie di altri bambini anche meno fortunati di noi, ci ha permesso di condividere con altri genitori le nostre preoccupazioni e di scambiarci qualche consiglio nella stanza del latte fra mamme, fra le quali ringrazio soprattutto Valentina, mamma di Vincenzo, con la quale ci siamo fatte forza a vicenda fino all’ultimo giorno controllandoci i bimbi quando una delle due si prendeva una piccola pausa come se entrambi fossero figli nostri. Ora vengo a te Niccolò, Sono estremamente orgogliosa di te piccolo e come dice la tua bisnonna sei il nostro soldatino che appena nato ha già combattuto la sua battaglia più grande. Ti prometto piccolo bonsai che mi impegnerò con tutta me stessa per farti avere sempre quel Meraviglioso sorriso che hai sulle labbra. Figlio mio l’amore che provo per te è di una purezza sconvolgente, di una profondità infinita, di un disinteresse unico, è proprio viscerale, carnale, innocente è disarmante. La tua mamma“

Possiamo fare di più.. DOBBIAMO fare di più..
a prescindere da come andrà, le mie amiche del cuore, mia sorella ed io vi auguriamo il meglio per questo strambo natale!

Tipologia evento

Battesimo/nascita